La Socìetas Raffaello Sanzio riunisce dal 1981 Romeo Castellucci (1960), Chiara Guidi (1960) e Claudia Castellucci (1958) che condividono un’idea di teatro prevalentemente basata sulla potenza visiva, plastica e sonora della scena, di cui sono, nei primi anni, anche interpreti. All’interno di Socìetas, che ha realizzato spettacoli presentati nei principali festival e teatri internazionali di tutti i continenti, Chiara Guidi sviluppa una personale ricerca sulla voce e sulla parola recitata.
Nel 1999 ha inizio la collaborazione con il compositore statunitense Scott Gibbons, insieme al quale ha fondato per alcuni anni un laboratorio permanente di composizione sonora e vocale e condotto diversi workshop, insieme a lui realizza l’opera di teatro musicale il "Madrigale appena narrabile", 2007 e la performance vocale "Augustinian Melody" 2007. La ricerca vocale e musicale ritorna in "Flatlandia" 2008 e in "Ingiuria", serie di canti imprecatori in collaborazione con i musicisti Blixa Bargeld, Alexander Balanescu e Teho Teardo, e L’ultima volta che vidi mio padre, 2009. La relazione creativa e produttiva con la ricerca musicale continua anche nei progetti per l’infanzia, con Massimo Simonini e Silvia Tarozzi per "L’uccello di fuoco" 2011, e il pianista Fabrizio Ottaviucci per "La bambina dei fiammiferi" 2012; con il compositore Giuseppe Ielasi inizia una collaborazione nel 2011 che porterà alla creazione di "Poco lontano da qui", 2012.
Insieme a Enrico Casagrande/Motus e Ermanna Montanari/Teatro delle Albe è inoltre direttrice artistica del Festival di Santarcangelo nel progetto Santarcangelo 2009-2011. Assumendo la musica come paradigma, come ottica attraverso la quale rivedere il reale e il suo doppio nel luogo dello sguardo, a partire dal 2008 dirige Màntica festival di teatro e musica al Teatro Comandini di Cesena. Per la sua ricerca nell’ambito del teatro per l’infanzia riceve nel 1998 il Premio Speciale Ubu per La Scuola Sperimentale di Teatro Infantile. Riscontro internazionale per lo spettacolo "Buchettino" (1995), che ha percorso il mondo e incontrato bambini di tutti i continenti, e ha oggi versioni riproposte da compagnie locali in Giappone, Taiwan, Chile, e Danimarca (2011). In questo ambito a partire dal 2011 inaugura Puerilia, festival di puericultura teatrale che si svolge al Teatro Comandini di Cesena e che introduce una nuova relazione con il teatro trasformandolo in esperienza. Nel 2012 produce con Ermanna Montanari, Teatro delle Albe, lo spettacolo Poco lontano da qui, e per un pubblico di adulti e bambini crea "La Bambina dei Fiammiferi" con il pianista Fabrizio Ottaviucci, con il quale debutta nell'Ottbre 2013 nel monologo "Tifone" da Joseph Conrad. Nel 2013 ottiene il Premio al Maestro, Premio Nico Garrone, e il Premio Speciale UBU per i festival Màntica e Puerilia.

Ritornare! In Italia!

Ritornare! In Italia!
di Elfriede Jelinek
traduzione Rita Svandrlik

Che cosa è scomparso dalla vista? Non si trattava di dèi, quelli li ho lasciati sul Foro Romano, sulle colline di Olevano, a Firenze sopra il ponte sull’Arno, luoghi in cui tanti ci sono stati spesso, ma io non spesso. E questi luoghi mi hanno lasciata, lasciata indietro. Ma non a metà strada o in mezzo alla via, mi hanno lasciata lì dove sono da sempre. Dove mi oriento bene.

 Ritornare! In Italia! è il testo di Elfriede Jelinek scritto appositamente per il Festival Focus Jelinek. L’autrice ha donato questo brano dedicandolo all’Italia e al viaggio in Italia delle parole: una dichiarazione poetica della sua scrittura.

Ritornare! In Italia! così come In disparte (il discorso pronunciato da Elfriede Jelinek per il conferimento del Premio Nobel per la letteratura nel 2004) mette al centro il ruolo della lingua e dello sguardo di chi scrive, la posizione laterale di un’autrice che non ha altro mezzo a parte il suo linguaggio per viaggiare nel mondo e comunicare con esso. Dal suo luogo di osservazione, l’Austria, Jelinek ci trasmette parole in grado di farsi corpo, ambasciatrici di un‘autrice appartata e apparentemente rinchiusa e di una scrittura che trafigge la nostra contemporaneità.

Insieme ad altri testi presi dall’opera di Elfriede Jelinek, Ritornare! In Italia! trova voce nella lettura di Chiara Guidi, già immersa nell’opera della scrittrice con Nuvole. Casa., spettacolo realizzato nel particolare contesto di favole del potere – elfriede jelinek nelle biblioteche.

13 marzo 2015 – h 21
Laboratori delle Arti, Bologna
Ritornare! In Italia!
Lettura di Chiara Guidi
a seguire incontro con Chiara Guidi a cura di Elena di gioia

a seguire Conversazione con Elfriede Jelinek
video intervista realizzata da Renata Caruzzi per La Società italiana delle Letterate (2005)

ingresso libero

* Ritornare! In Italia! sostituisce la serata del 21 febbraio 2015 annullata per cause di Forza maggiore. Vedi qui.

Nuvole. Casa.

di Elfriede Jelinek

traduzione Luigi Reitani

di e con Chiara Guidi

musiche di Daniele Roccato
eseguite al contrabbasso dall’autore
e con la partecipazione di Filippo Zimmermann

produzione Socìetas Raffaello Sanzio e Festival Focus Jelinek

"Possiamo ascoltare, non capire" #nuvolecasa #chiaraguidi #ffjelinek

In disparte / Bologna

© The Nobel Foundation (2004)
traduzione di Rita Svandrlik in Elfriede Jelinek: una prosa altra, un altro teatro, a cura di Rita Svandrlik Firenze University Press 2008. CC Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate” 3.0 Italia. Courtesy of Coordinamento editoriale, Dipartimento di Lingue, Letterature e Studi Interculturali, Università degli Studi di Firenze.

tre attrici tre città
Anna Amadori – Cesena
@ Teatro Bonci | 21 nov 2014 | h 18
segue incontro con Roberta Bertozzi, Chiara Guidi, Massimo Marino

Elena Bucci – Ravenna
@ Ravenna viso-in-aria | 3 feb 2015 | h 21

Chiara Guidi – Bologna
per cause di forza maggiore la lettura di In disparte del 21 febbraio è spostata al 13 marzo, assumendo una nuova forma di lettura che comprende più testi di Elfriede Jelinek tra cui Ritornare! In Italia!, scritto dall’autrice appositamente per il Festival Focus Jelinek
@ La Soffitta | 13 mar 2015 | h 21
Segue incontro con Chiara Guidi

Scrivere è la dote della flessuosità, la dote di stringersi alla realtà?
Ci si vorrebbe stringere volentieri, ma cosa succede poi a me?
Cosa succede a quelli che la realtà non la conoscono davvero?
È talmente spettinata la realtà. Non c’è pettine che riesca a lisciarla.
I poeti vi passano e raccolgono disperatamente i suoi capelli in una pettinatura,
dalla quale prontamente di notte vengono perseguitati.
Nell’aspetto c’è qualcosa che non va…

In disparte è il discorso che Elfriede Jelinek ha pronunciato per il conferimento del premio Nobel per la letteratura nel 2004. La scrittrice non è andata a ritirare il premio a Stoccolma e ha inviato un video in cui lei stessa, davanti a un leggìo, legge il discorso.
Corpo a corpo dell’autrice con la lingua, con il ruolo che le riconosce e con la condizione in cui la lingua la pone quotidianamente. In disparte, in fuorigioco, nel tentativo incessante di stare dentro la realtà, svelare e dare voce alla memoria.

Tre attrici e tre città, per il testo che ‘entra’ nella scrittura e nella parola di Elfriede Jelinek, con il destino imbizzarrito, come un cane disobbediente che tira incessantemente il guinzaglio, assegnato alla lingua. «Io sono la prigioniera della mia lingua» e contemporaneamente, nell’intaglio tra realtà e rappresentazione, compone un modo, con il vento della realtà che afferra aggressivamente la «via» di essere autrice oggi.